L’ape di marmo

Con una solida cultura alle spalle, Jessica Carroll prende tremendamente sul serio il suo lavoro di scultrice. Conosce la vita degli animali e frequenta la Natura, Quello che realizza ha i connotati del simbolico, ma anche la semplicità di una naturalità coerente. La waggle dance delle api, cioè la “spiegazione” figurata attraverso cui ogni ape che ha esplorato un territorio comunica con le proprie compagne d’alveare, è stato per lei un momento importante che ha saldato anche la terza componente della sua esperienza: quella legata alla religione ebraica e ai suoi simboli. Biologia, scienza, simbologia, hanno trovato posto in lavori che hanno la grazia dell’immediatezza, l’accuratezza tecnica, la soluzione in piccoli spazi di grandi problemi. Jessica Carroll è una delle migliori scultrici italiane perché ha saputo portare una leggerezza, un senso di ironia e di piacere intellettuale, che prima non c’era. La scultura è spesso seriosa e perentoria, ma in questo caso ci si deve ricredere.
Inoltre l’occasione di una mostra (una frase, un rigo appena) ha fatto scattare un ‘altra fortunosa circostanza. Le vespe sono simili alle api, e ci sono vespe che scoppiettano e fanno vrum vrum, non propriamente con la bocca. I sessant’anni della Vespa, intesa come mitico scooter italiano, sono stata l’occasione per concedere all’ironia un nuovo territorio. La danza delle api è diventata un percorso alla scoperta del paesaggio e non solo urbano. Vespisti (quindi centauri) e insetti, sono diventati protagonisti di un nuovo immaginario. L’ape di marmo (straordinaria lavoratrice dello stakanovismo che fu) ha ceduto il passo ai diportisti ben vestiti e sempre sorridenti. I tempi cambiano. Così immaginiamo i bykers di queste piccolissime sculture che solcano strade marmoree con la sicurezza e l’abilità degli insetti laboriosi. E siccome è meglio farsi accompagnare negli spostamenti, ci sono anche delle vespe con sidecar che alla bisogna caricano l’amico/a di turno, ma anche il giovane cuginetto che non vede l’ora di sentire il vento in faccia raccontargli la libertà di sentirsi adulti.
Jessica Carroll ha creato un piccolo mondo antico che ha però solo nostalgia di un presente che si dichiara eterno. Le sue raffinate creature di marmo sono sempre in movimento, tracciano arabeschi di vita e di piacere. Forse non parlano, ma raccontano qualcosa agli occhi che le guardano.

Valerio Dehò





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